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I pensieri alla metro

Caro lettore,

immagina davanti a te un ragazzo dagli anni sfioriti, cappotto ben chiuso, braccia incrociate, un piede appoggiato pigramente al muro e con lo sguardo perso nel vuoto, tutto questo mentre aspetta la metro. A cosa starà pensando? Lo hai guardato bene? Io l’ho guardato negli occhi e poi ho letto ciò che gli passava nella mente. E sono stata più clemente con il prossimo. Per questo lo farò leggere anche a te, perché magari quando penserai anche tu alle stesse cose non vorrai essere disturbato…


"Sono stanco. Si ma di cosa? Non lo so. Mi sento affaticato ad ogni passo che compio, se salgo le scale o se guardo l’orizzonte. Non si accetta che si invecchia. Io non accetto che invecchio. Guardo la nuova generazione così piena di energia eppure parcheggiata alla TV. Avessi un briciolo della loro forza. Invece da un giorno ad un altro, d’improvviso sono diventato grande e con i pensieri mastodontici in testa. Si dice che l'abito non fa il monaco, e non ci sono più le mezze stagioni, insomma così è la vita. Ma in realtà la vita è solo una grande menzogna. Mi hanno mentito fin da bambino, quando credevo che soffiare sulla ferita facesse passare il dolore. Mi hanno insegnano come allacciare le scarpe, ma alla fine la mattina mi vesto solo per piacere agli altri. Magari guardo su internet la casa dei miei sogni e poi vedo i sogni infrangersi, perché i soldi non fanno la felicità, così sempre mi hanno detto… ma per vivere in questo mondo i soldi servono eccome. Ma non puoi comperare i sogni! Certo, ho sempre nobilitato sogni, in quelli ho sempre creduto. Quelli che ti fanno sorridere e andare avanti, che sono così grandi che non basta certamente il cassetto a mantenerli, ma hai bisogno di un armadio intero. Però non sai come ti sei ritrovato nell’inerzia di tutti i giorni, bloccato. E allora bevi litri caffè per svegliarti ma sei più annoiato di prima. Accumuli plastica su plastica, ricordi su ricordi e alla fine di tutto capisci solo che è faticoso vivere ed ancora di più essere stanco anche di essere affaticato. Aggrappato alla roccia vedi solo il burrone e a come ci finirai dentro.

La leggerezza non l’avverti mai.

Solo massi e sassi nello zaino.

Incassi e vai avanti.

Sorridi ma muori dentro.

Vuoi gridare ma canti.

Non sopporti ma alla fine lo sopporti.

La pazienza per tutto l’hai lasciata all’autogrill.

Quindi la sera parcheggio l’auto, quella che mi ha accompagnato nei miei viaggi e seppure stanco e molto affaticato guardo le nuvole in cielo, respiro e sono consapevole che alla fine voglio vivere, e vado avanti… ma stavolta riparto piano piano."

©Kira_Writer

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