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L'albero di Pesco 3° Parte

Caro lettore,

se sei arrivato fino qui vuol dire che ho stuzzicato proprio la tua curiosità? Beh cosa ti aspetti da questo finale? Corri a leggere...


 

[...]Mi fermo davanti a loro, non mi vedono. Mia madre seduta sul divano, ha un fazzolettino fra le mani, sembra piangere. Non lo ha mai fatto. È successo di sicuro qualcosa. Anche gli altri, raccolti in grande silenzio sembrano avere gli occhi lucidi. I miei fratelli sembrano parlare con il mio fidanzato. Io sono QUI. Non mi vedono, non mi sentono anche se sto urlando. Finalmente quel silenzio rumoroso è spezzato dalla voce di mio padre che dice “ Mi manca. So che non c’è più ma sento che Cristina è qui”. Io sono qui! Io sono qui! Continuo a strillare urlare e battere i piedi ma la mia famiglia non mi vede, neanche la mia amica Maddalena e neanche quel ragazzo con la bicicletta. Con voce tremante continua “Hanno detto che è accaduto nel sonno, non ha sofferto. A me sembra che dorma ancora”. Cerco di calmarmi e respirare ancora più profondamente, ma non sento aria nei polmoni. Mi guardo intorno e scruto i loro occhi poi mi vedo lì distesa sul letto come se dormissi. Vi prego svegliami se è un incubo. Svegliatemi! In questa situazione assurda adesso guardo me stessa da fuori. Ma stavolta neanche io mi vedo. Posso farlo solo attraverso i loro occhi. E mi chiedo perché tutto questo. Proprio adesso che avevo capito e dato risposta alle mie domande sulla vita. Svegliatemi adesso, ora che volevo dire a tutti che: i lupi che ululano alla luna non sono altro che uomini straziati dal dolore, che il cielo non è né azzurro di giorno né nero di notte ma è coperto dai fumi delle industrie e delle città, che i bambini passano più tempo a piangere che giocare perché non hanno una famiglia, che gli ammalati restano a combattere soli nella solitudine, che gli anziani non sono mai invecchiati, che forse gli animali hanno più anima e cuore delle persone e che soprattutto in questo mondo ho visto solo il male e di bene ben poco. Il mondo cammina in una strada piena di orrori e fa finta di niente. Se c’è il bene io non lo vedo. Nonostante tutto io voglio vivere lo stesso, ho sete di vita, ma a quanto pare io sono scomparsa e non posso più bere. Ho perso la mia occasione di cambiare il copione, potevo farlo ma ho aspettato troppo. Sono troppe le cose brutte che ci sono e che accadono. Ma se solo vuole l’uomo può tutto. Se solo capisse che dovrebbe vivere la sua felicità, imbracciare i suoi sogni che da bimbo scriverà in un diario segreto chiuso e nascosto sotto il letto. Perché se una persona sorride è contagiosa e se porta in alto la sua gioia di vivere, non potrai altro che vedere il bene nei suoi occhi. La speranza quella no, non sparisce anche nel peggiore dei momenti. Guardo la mia famiglia assorta a piangere mentre continuo a non sentire il mio cuore battere a dovere. Non ci sono più e non ho neanche le lacrime per piangermi, lo farà qualcuno per me. Allora resto qui, in questo tramonto eterno sulla collina e non posso fare altro che guardare il mondo da quassù senza poter fare niente. Ne per me, ne per nessuno. Ma infondo era quello che volevo. The End

©Kira_Writer



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